Ascolta i delfini
L’udito è il
senso di gran lunga più importante e quindi più sviluppato
nei Cetacei. Questi animali infatti, vivono
in un mondo dominato da suoni e l’acqua propaga con grande
facilità le onde sonore. Tutti i Cetacei emettono dei
suoni, con cui comunicano, si orientano e individuano le loro
prede.
Uno dei solisti d’eccezione nel mare è il Tursiope;
questa specie possiede infatti un notevole repertorio di suoni
e fischi per comunicare: utilizza i suoni a bassa frequenza,
principalmente per la comunicazione sociale; mentre quelli ad
alta frequenza, soprattutto per l’ecolocalizzazione :con
questo termine s’intende un capacità sviluppata
soprattutto negli Odontoceti,
di utilizzare gli ultrasuoni e gli echi (una sorta di “sonar”)
per sondare l’ambiente: viene impiegato soprattutto per
la navigazione, l’orientamento e la ricerca di cibo.
L’animale emette onde sonore che incontrando un ostacolo,
vi rimbalzano. Dagli echi riflessi il delfino è in grado
di risalire alla posizione, alla forma e alla distanza dell’oggetto.
I suoni generati dagli Odontoceti, sono caratterizzati in genere
da una frequenza più elevata e sono assai più diversificati
rispetto a quelli prodotti dai Misticeti che verosimilmente,
vengono prodotti nella regione nasale. I ricercatori hanno
individuato tre principali tipologie di suoni di questo gruppo:
- fischi: sono continui e a frequenza variabile, vengono
impiegati principalmente per la comunicazione sociale. Alcune
specie di delfini possiedono addirittura la capacità di
distinguere gli individui tra loro grazie al cosiddetto “fischio
firma”; mentre le Orche sembra che siano dotate di veri
e propri “dialetti”, che permettono il riconoscimento
di membri appartenenti a diversi gruppi;
- scricchiolìo: una serie di
suoni ad impulsi, ripetuti in modo talmente frequente, da sembrare
un unico suono continuo: l’effetto risultante è appunto
simile a degli scricchiolii;
- click: larga banda di frequenza, vengono utilizzati
soprattutto per l’ecolocalizzazione.
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